Percorso Abies

stemma Comune


Abies Alba 1. Abies alba

Fosso Cerasuolo 2. fosso Cerasuolo

Faggeta 3a. faggeta

Faggeta 3b. faggeta

Salamandra gigliolii 4a. salamandra

Salamandra gigliolii 4b. salamandra

Polystichum Setiferum 5. polystichum


Itinerari Turistici - Percorso Abies

Comuni: Martirano Lombardo, Nocera Terinese.
Tavoletta: I.G.M. 1:25000, 568 sez. 2 – Conflenti.
Difficoltà: facile, medio-facile.
Altitudine: min. 1042 m, max 1320 m.
Dislivello: ca. 300 metri.
Tempo totale: 5 ore max.
Acqua potabile: due punti nei pressi di Colle della Spina.
Segnaletica: percorso cicloturistico.

L’escursione si può effettuare sia a scopo di sano e puro divertimento che di personale crescita culturale. Giungendo in auto presso la località Bombarda (1042 m, Punto 1) di Pietrebianche (frazione di Martirano Lombardo), si può risalire (tratto giallo) lungo il versante settentrionale dell’area attrezzata del campo. La prima parte del percorso si sviluppa attraverso il sesto d’impianto di pino laricio (Pinus nigra ssp calabrica) associato ad abete Douglas.

Dopo aver costeggiato la strada, si arriva ad un primo trivio a 1122 metri di altezza s.l.m.; si prosegue a destra, lungo la sterrata che porta ad un primo punto di ristoro dove si può gustare la fresca acqua della “fontana del conte” (Punto A). Da qui si prosegue verso monte in direzione del quadrivio del Colle della Spina (1172 m, Punto B) ove è situato il secondo ed ultimo punto di ristoro della salita (Punto 2). Dopo aver fatto una buona scorpacciata di acqua, si può proseguire per raggiungere il luogo oggetto dell’escursione: risalire il Fosso Cerasuolo (Punto 3) partendo dall’impluvio intersecante la strada sterrata che porta ai comuni di Nocera Terinese e Falerna.

Seguendo la strada di destra, verso il Fosso, si possono osservare, sui versanti laterali della carreggiata, abeti bianchi (Abies alba, Foto 1), impiantati nella seconda metà del XIX secolo, associati ai primi sprazzi di faggeta. Dalla totale assenza di rifiuti si evince che la presenza dei fastidiosi “turisti della domenica” è molto rara. Arrivati al suddetto rio (1148 m, Foto 2) ha inizio la risalita della porzione alta del versante settentrionale. Qui, a volte, si ammirano fasci di luce creati dai raggi solari che penetrano attraverso le fronde dei faggi (Foto 3a e 3b). Abbagliati da tale splendore ci si convince che la risalita è ancor più necessaria. Infatti il successivo paesaggio, che letteralmente “investe” l’escursionista, è ornato da affascinanti presenze: il gorgogliante torrente alimentato da numerose e gocciolanti sorgenti; i bellissimi esemplari di sinuose Salamandre pezzate (Salamandra salamandra gigliolii, Foto 4a e 4b) che proliferano serenamente grazie alla ricchezza d’acqua e all’assenza di strutture antropiche; la presenza di sporadiche felci setifere (Polystichum setiferum, Foto 5) e lonchiti minori (Blechnum spicant, Foto 6) sulle sponde dell’alveo.

Da qui in poi, riveste molta importanza l’associazione dell’abete bianco con il faggio (Foto 7), testimoniata dalla presenza di una specie indicatrice del climax della foresta caducifoglia mesofila (con dominanza di faggio) caratteristica del sottobosco: la dafne laurella (Daphne laureola, Foto 8). Risalendo lungo il rivolo, la presenza dell’abete diventa dominante in rapporto vicariante con il faggio. A partire da quota 1250 ci si trova di fronte alla esclusiva presenza dell’abete bianco (Foto 9) che, grazie all’ottimo clima, trova le condizioni ideali per il naturale rinnovo boschivo; alcuni esemplari possono anche raggiungere altezze di 20-30 metri (mesofanerofite, Foto 10). Con un ultimo sforzo per risalire un dislivello di 70 metri si giunge alle vicinanze della cima del monte Mancuso (1327, Punto 4). Dopo tre ore di tanto faticosa quanto entusiasmante salita, si inizia la discesa verso il punto di partenza seguendo il percorso cicloturistico RM3-M28-M27 indicato con il tratto in verde.

Una riposante variante a questo percorso, proseguendo lungo la strada della “fontana del conte”, permette di giungere, in direzione Piano del Corvo, un punto panoramico molto suggestivo. Nel Punto C (verde panoramico) della carta del percorso, oltrepassando il ciglio sinistro della strada in discesa, e proseguendo perpendicolarmente ad essa, si arriva su un orlo del versante del Piano. La caratteristica roccia affiorante a strapiombo, mette in evidenza la meravigliosa vista del Mar Tirreno, della cittadina di Nocera Terinese esposta più a valle (verso Ovest) e della cima del Monte Mancuso (a Sud). Foto 11.

Anomalie conseguenti alla presenza dell’uomo.
La litologia dell’area è esclusivamente caratterizzata da metapeliti di color grigio-verdastro e grigio-argenteo catalogabili come scisti filladici e micascisti. Si è però riscontrata la presenza, per fortuna localizzata, di rocce alloctone. Infatti, sembra essere una tanto ingenua quanto stupida consuetudine adoperare, sul sottofondo delle strade sterrate, un pietrisco di rocce nero-verdastre (metabasiti), evidentemente diverse dalla litologia metapelitica originale; è altresì molto probabile che anche il massetto di sottofondazione delle strade bitumate sia dello stesso atipico materiale. Ciò è un fattore di rischio di alterazione ambientale non indifferente. Alcuni elementi chimici e i minerali di cui sono composte le metabasiti, sono diversi da quelli delle rocce autoctone; ciò comporta la contaminazione delle acque percolanti (e, quindi, delle riserve idriche di falda) che, probabilmente, si riflette sull’ecosistema, provocando anomalie nella biosfera.

Gallo Saverio
Ganino Adriano
Lanzo Giovanni
Mastroianni Tonino


Cartina

Blechnum Spicant 6. blechnum

Abete bianco e Faggio 7. abete e faggio

Dafne Laurella 8. daphne laureola

Abete Bianco 9. abete bianco

Abete Bianco 10. abete bianco

Panorama del Piano 11. panorama


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