Ristrutturata, con un finanziamento di 146 mila euro, l'ex scuola elementare della località San Nicola dovrebbe essere adibita ad asilo-nido. La gestione della struttura potrebbe essere affidata a una cooperativa costituita ad hoc. Lo rende noto l'amministrazione municipale, nell'illustrare alcune sue iniziative nei settori socio-culturale e ambientale. La stessa amministrazione non esclude che lo stabile possa essere utilizzato anche come centro d'aggregazione sociale. Pure i locali dell'ex asilo di Martirano Lombardo si presterebbero a finalità sociali, previa un'adeguata organizzazione.
Va ultimato, poi, il campo sportivo, ancora sprovvisto di spogliatoi. «Abbiamo presentato alla Regione un progetto per un importo di circa 500 mila euro - spiega il sindaco, Eugenio Gallo - che prevede, il completamento del campo con la realizzazione degli spogliatoi e l'ampliamento delle tribune nonché la creazione di un adiacente campetto polivalente». Un secondo progetto di 500 mila euro, già presentato, mira alla ristrutturazione del vecchio municipio, per potervi istituire un centro d'aggregazione giovanile con mediateca e biblioteca. L'amministrazione tiene a rimarcare ancora che il comune partecipa con tre progetti a un bando regionale per il reimpiego di personale socialmente utile. I tre progetti riguardano complessivamente ventidue persone da utilizzare per un anno. Le stesse, a detta degli amministratori, riceverebbero un compenso mensile regionale di 500 euro integrato con 300 euro di fondi comunali. In mancanza delle risorse economiche provenienti dalla Regione, il comune provvederebbe a finanziare uno solo dei tre progetti. Dei quali uno è finalizzato all'assistenza delle persone, in particolare degli anziani, nel disbrigo di pratiche burocratiche, poiché «da più parti è avvertita l'esigenza di mettere a disposizione dell'utenza uno sportello specifico che sia anello di congiunzione tra la cittadinanza e gli enti». Questo progetto prevede l'utilizzo di due unità lavorative: una, proveniente dalle categorie protette o di soggetti portatori di disabilità, in mansione impiegatizia, l'altra in funzione di coordinamento. Un secondo progetto riguarda il trattamento dei rifiuti, l'ampliamento della raccolta differenziata porta a porta, il recupero e la riqualificazione degli spazi urbani (soprattutto di quelli verdi) e di edifici a rischio. Dovrebbe essere messo in atto da dieci unità lavorative: una facente parte delle categorie protette o di portatori di disabilità; quattro nella qualità di operatori ecologici; tre rispettivamente con la qualifica di muratore, falegname o idraulico, di conducente di mezzi pesanti; due con la qualifica d'operaio generico. Infine un progetto volto al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale nonché alla realizzazione di iniziative dirette al miglioramento delle condizioni necessarie allo sviluppo turistico. L'obiettivo principale è di concretizzare interventi propedeutici all'allestimento e alla fruizione dell'istituendo Museo civico comunale d'arte contadina, quale l'inventario dei beni cartacei (ad esempio, lo Statuto della nascita del Comune), storico-librari e fotografici, di cui l'ente è in possesso o di cui acquisirà la proprietà, magari anche attraverso donazioni, riferibili alla storia contadina e alle icone degli antichi mestieri. Attuato sotto la diretta sorveglianza dell'ente, l'iniziativa mira anche alla creazione di un "circuito fruitivo guidato". Dieci le unità lavorative da impiegare, di cui una munita di laurea con funzione di responsabilità e di coordinamento, un'altra appartenente alle categorie protette o dei soggetti diversamente abili con mansioni di centralinista/usciere e otto nell'attività di catalogazione dei beni comunali, di cui altrimenti si rischierebbe il deterioramento o la perdita definitiva.
L'amministrazione municipale ha provveduto a presentare un progetto Piar per l'istituzione della struttura museale in uno stabile dell'ente e per l'acquisto degli indispensabili arredi. Un'iniziativa che, qualora potesse andare in porto, sicuramente contribuirebbe alla conservazione del patrimonio culturale e alla memoria storica della comunità. Sempre a condizione che poi si riesca a trovare il modo di gestire opportunamente la realtà museale.
Claudio Marasco
31-01-2010
Fonte :gazzettadelsud 30-01-2010