Fra tutte le iniziative dell'ingegner Berardelli che per tanti anni é
stato protagonista della vita politica e amministrativa di Martirano Lombardo
quella di aver voluto e creato il viale dei tigli é stata senza dubbio
una delle piú intelligenti e lungimiranti. Questa fila di piante
di ottimo valore ornamentale, dalla chioma folta e rigogliosa oggi sono
quasi il simbolo del paese fu messa a dimora nella parte medio-alta dell'
abitato, allora poco edificata, nel 1930.
Curato scrupolosamente nei primi anni di crescita il viale é stato
adeguatamente valorizzato dalle successive amministrazioni con opere di
consolidamento sul lato a valle, con una elegante pavimentazione del fondo
stradale in piastrelle di porfido con una lunga balconata, opposta all'adiacente
via Gaspare Colosimo. E' stata ricavata cosí una lunga e spaziosa
terrazza da cui si domina un panorama di particolare bellezza; si puó
ammirare infatti tutta la vallata del Savuto col corso sinuoso del fiume,
una faziosa cerchia di paesi del cosentino ed in lontananza le cime della
grande Sila e del piú vicino Reventino ove ancora riecheggia antiche
favole di maghi e di briganti tante care alla fantasia popolare.
Davanti agli occhi del visitatore si dispiega inoltre la parte centrale del paese attraversata da via Milano una delle principali arterie di questa cittadina ove sorge anche la rotonda con la vicina stele sormontata da una pregevole statua in marmo della Madonna eretta nell'anno 1965 (?) quasi a protezione della nostra cittadina. Si affacciano sul viale alcuni dei migliori edifici del paese tra cui la chiesa del Sacro Cuore di Gesú aperta al culto nel 1937 e affidata alla cura di un giovane sacerdote del tempo, Don Filippo Pascuzzi, della vicina Soneria Mannelli.
La parte terminale del viale assume le dimensioni di un parco con una comoda piazzetta adibita a pista da ballo nel corso delle vacanze estive e soprattutto durante le festivitá del Ferragosto. Inutile dire che il viale dei Tigli é il luogo preferito di ritrovo di gruppi di turisti, di coppie di innamorati, di allegre comitive di studenti, di artisti in cerca di ispirazioni e non ultimo di pensionati che, ormai fuori dal circuito lavorativo amano raccontare le vicende storiche del paese di cui non sono stati certamente testimoni indifferenti avendo contribuito con la nobiltá del proprio lavoro, spesso umile ma pur sempre importante, al progresso civile ed economico della cittadinanza.
Vincenzo Scalese